SONO UNA FASHION BLOGGER NON CHIEDETEMI ANCHE UN CERVELLO

Oggi iniziamo con una bella provocazione che arriva da un articolo che è stato pubblicato ieri su un portale che sinceramente non mi va e non merita neanche di essere menzionato. Come direbbe, e penserebbe, il padre di codesto articolo dalla tastiera avvelenata ” non mi pagano per farlo”. Si, oggi sono in vena di provocazioni…
Il titolo cita ” a morte le fashion blogger”, il che , mi ha fatto sorridere e pensare ai tempi in cui il popolo si riuniva in piazza a esclamare in coro con in mano forconi e sassi “al rogo”! Tempi in cui si dava la caccia alle streghe. 2015. I tempi sono cambiati . Le streghe del nuovo millennio (secondo costui)? LE FASHION BLOGGER .”Il rogo” moderno (secondo costui) ? far tornare le fashion blogger a passeggiare il sabato pomeriggio in qualche centro commerciale della provincia”.
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SEI UNA FASHION BLOGGER?

Il titolo del mio articolo non è a caso. Anch’io uso il cervello per fare connessioni e anacronismi. Incredibile, vero signor “tastiera avvelenata”? La cosa che mi ha dato più fastidio del suo scritto è stata l’incalzante volontà di voler generalizzare. In ogni mestiere, da che mondo è mondo , ci sono professionisti seri e meno seri. Non scopriamo di certo l’acqua calda.
Frank Tyger diceva “La professionalità sta nel sapere come farlo, quando farlo, e nel farlo.” e io le voglio dire , o meglio scrivere: la professionalità sta nel sapere come farlo con i mezzi e i termini a disposizione. Quando farlo nei tempi giusti e in una collocazione storica adeguata. Nel farlo con i nuovi mezzi (vedi il web) a disposizione. La comunicazione è cambiata, non lo sapeva? La carta stampata non vende più come prima, non lo sapeva? L’evoluzione umana tende ad adattarsi con i tempi che cambiano proprio come le tartarughe analizzate da Darwin , non lo sapeva? I messaggi non si mandano più con i piccioni viaggiatori… Saluti dal 2015 quasi 2016. Il vintage è bello ma il modo di pensare NO.

#NobloggerNobrain

CONCLUSIONE :
L’articolo ad oggi è stato rimosso dalla fanpage , il titolo è stato modificato,  è arrivata una diffida, la gallery fotografica è sparita…E’ stato proprio rimosso l’articolo…Natale non è proprio come la canzone “a Natale NON puoi fare quello che non puoi fare maaaaaai”
Scrivo e chiudo.
E buon Natale…fashion blogger, blogger, beauty blogger, casalinghe e non di Voghera. A tutti a prescindere dal mestiere che svolgete 😉
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ph from Pinterest
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BLAUER E IL PIUMINO CHE TI SCALDA

Outfit Blauer store milano Nayla Carvalho

BLAUER. Un piumino che ti scalda con un solo bottone.No, non è fantascienza alla Star Wars, bensì ,una speciale tecnologa che sfrutta un generatore di calore l’ EHG (Electric Heat Generator) attraverso il quale è possibile riscaldare il piumino.

Blauer ehg jacket Blauer store Milano piazza xxv aprile 1 Nayla Carvalho blogger

Quando la moda incontra la tecnologia.Il bottone posizionato appena sotto il logo di Blauer vi scalderà come un morbido abbraccio caloroso per affrontare anche gli inverni più rigidi con tre livelli di intensità. Tre starti di tessuto : il primo strato, un tessuto stampato in terahertz, contribuisce a riflettere la temperatura del corpo, il secondo strato è costituito da una fibra soffice al tatto che trattiene il calore mentre il terzo strato, realizzato in alluminio non tessuto, isola ulteriormente mantenendo lo stato termico ideale. Ogni capo è dotato di fettucce antistatiche per scaricare l’elettricità per una sicurezza firmata Blauer.

Blogger Nayla Carvalho per Blauer ehg jacket shoes Blauer store Milano

OUTFIT

ehg down jacket – sweatshirt – shoes BLAUER

ph. Massimo Fossati

BLAUER STORE PIAZZA XXV Aprile 1 – Milano

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CAPITA A VOLTE CHE…

Capita a volte che…

le cose succedono perché le abbiamo rincorse e stramaledettamente cercate

Capita a volte che…

le cose succedono perché sei figlio/a di papà paraculato fino ai denti

Capita a volte che…

le cose succedono perché sono la conseguenza di un duro lavoro dove la costanza e l’impegno premia

Capita a volte che…

le cose succedono per il famoso fattore PGMG (posto giusto al momento giusto)

Capita a volte che…

le cose succedono per la legge dell’attrazione la fisica quantistica

Capita a volte che…

date un taglio netto al vostri capelli perchè volete cambiare qualcosa nella vostra vita e partite proprio da loro prima ancora di andare dal vostro psicanalista

Capita a volte che…

vai in un press day e non vieni neanche calcolato perché non sei una giornalista

Capita a volte che…

se sei blogger e non hai determinati numeri non ti vogliono pagare (ciao arrivederci e grazie) e scatta subito il gioco a “chi compra più like e followers”

Capita a volte che…

scrivi e ti non ti legge nessuno , fai due foto (a volte pure cacofoniche e mal riuscite) con un testo limitato ad un conteggio parole molto prossimo al nulla e hai un seguito che neanche immmagini

E poi capita a volte che devi scrivere per Vanity Fair, ma certe cose è meglio che non capitassero affatto.

#staytuned

Nayla C

Vanity Fair settimanale 47 Karl lagerfeld Nayla C

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

LETTERA DI UNA BLOGGER AD UNA PR

Ci risiamo alle solite. Alle solite noiose, ripetute, straviste, stra rilette storie. Questa storia deve finire però. Non siamo mica dei trogloditi per diamine! Aprite gli occhi le vostre menti e i vostri orizzonti (BLOGGER) e voi (UFFICI STAMPA ,PR & CO) mettete a disposizione il vostro BUDGET.

Mi è successa, per l’ennesima volta , la storiella che intitolerei volentieri

“siamo ancora nell’era del baratto unilaterale?”

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FASHION WEEK

Una cosa chiamata Fashion week. Si, che ormai neanche il nome è più coerente con se stesso. Fashion Week, una brutta bestia a volte che può farvi venire i nervi a crepa pelle per svariati motivi… Fashion Week , quella settimana (or neanche più una settimana) in cui “Oddddddio devo esserci se no sono out” (ma de che?).

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A lezione di streetstyle con Elle

Tra una scrollata e l’altra della mia home di Instagram , tra un ‘insalata poco condita (per limitare i sensi di colpa appena leggo articoli del tipo “è arrivata la prova costume, e tu sei pronta?”) e semi di ogni genere (adoro i semi di sesamo, di lino , di girasole etc etc) SBADABAAAAAM… mi imbatto in una immagine postata  dell’insalata bionda più famosa del web (sempre di insalate parliamo!).

Una cover di Elle, mica Elle “normale”.Un’edizione chiamata Elle Streetstyle (DENMARK) con tanto di tag di uno dei fotografi di streetstyle più conosciuti che si aggira per le sfilate di mezzo mondo per cercare gli scatti da vendere (udite bene e leggete bene) alle testate di moda .Vincenzo Grillo. Che guarda caso , lavora e collabora anche con altre influencer (le chiamano così) come Eleonora Carisi per non parlare di Candela Novembre (detta Candelita) e potrei stare qui e farvi un elenco degno di mailing list delle migliori agenzie in circolazione.

Ma. il punto è. C’è un accordo preconfezionato tra blogger (che si creano visibilità con le pubblicazioni cartacee) , uffici stampa (che decidono a chi far indossare cosa a DETERMINATE persone per essere pubblicati sui giornali, e tenetevi forse, PAGANDO), giornalisti (che si creano le cerchie delle influencer per poter scrivere qualcosa che a loro dire farà il botto o a botte fate voi…), fotografi (che vengono “spediti” dalle agenzie per poi poter vendere le foto alle riviste) e designer (che fanno a “pugni” per poter essere nominati , o meglio, taggati, sui canali social di ogni genere). Ne aravate al corrente, no?

Quindi, la prossima volta che uffici stampa vi diranno “non prendete niente per le sfilate della fashion week?” con tanto di dichiarazione d’intento “ti do i vestiti, li indossi, ti fai fotografare, e li riporti indietro e arrivederci e grazie per la pubblicità gratuita”  pensate , pensateci più di 10 volte…Perché se è davvero la sfilata che vi interessa (certo non è che mi fa schifo la visibilità sia chiaro, anche a me ha fatto comodo nei miei tempi bui e di inesperienza il loro non “servizio guardaroba”)  forse non è meglio andarci con i jeans di qualche anno che fa tanto vintage , con la camicetta di H&M al costo di 19,90 Euro , le scarpe di Zara a 39,90 Euro, un accessorio particolare magari preso dal cassetto della gioventù di vostra madre, una borsa a voi cara (e magari anche cara)… con un VOSTRO STILE ?

Sapete, questo mi fa riportare agli anni di Coco Chanel. Quella donna sì che era vanti anni luce, pensate, faceva il lavoro degli uffici stampa già allora. Mandava le sue ragazze, le famose “mannequin”,  in party esclusivi della “Parigi per bene” a suon di Charleston , con i suoi abiti, le sue creazioni…Lei ha anticipato le it Girl e molto probabilmente le PAGAVA.

Alla prossima puntata di #naylastories & Co.

Baci.

#NaylaC

 

#NaylaC : ISTRUZIONI PER L’USO (E IL DISUOSO)

Ciao! Mi presento.

No, meglio mi RI-presento. Mi chiamo Nayla (con l’aggiunta della C). Molti mi hanno conosciuta tramite quel giochetto di parole nato tre anni fa , Vogue Pills Fashion. Nato principalmente della mia passione per la moda che poi si è evoluta in passione per il beauty e infine per il lifestyle (che io poi preferisco chiamarlo #spuntidivita, più originale no?). Amo aggiungere le parentesi , proprio come quelle cose non dette ma da chiarire. Ho pensieri che viaggiano a 1000 e sono una persona che odia la staticità delle cose. PER LA SERIE CHE: chi si ferma è perduto! In tutti i sensi. In cerca costante di ispirazioni su cui scrivere. Mi definirei con un hashtag al momento #collaudopensieri. Questo blog lo considero un’evoluzione di Vogue Pills Fashion perchè la targhetta da “fashion blogger” proprio non mi si addice, #chissenefrega (SOLO) di quello che indossi,no? e aggiungo, per fortuna che indossi qualcosa (leggetela come :oltre alle tette c’è di più!).

La domanda è :che diavolo faccio in questo blog?

Se potessi riassumere la questione vi direi sicuramente che

#collaudopensieri e li trasformo in #naylastories

Scrivo di moda con WorldPass e se mai scriverò di moda su questo blog sarà per PURO DIVERTIMENTO con la mia personale visione.

Scrivo di beauty con Glamour e se scriverò di bellezza lo farò per PURO DIVERTIMENTO con la mia personale visione (ancora).

E se ciò non vi aggrada e non è della Vostra portata, siete liberi di cambiare canale. Ho scelto, e sceglierò ogni giorno, di NON sottostare alle miserevoli richieste di coloro che pensano e sostengono che scrivere e collaborare sia solo una questione di NUMERI.

Ho scelto di essere una PERSONA che deve essere considerata come tale e non come un numero da sfruttare (e non fatturare). E come dice qualcuno, non è una questione di umiltà , ma di DIGNITA’. Il tempo, il nostro tempo, non deve essere MAI confuso e fuso come “lavoro per te da schiava 2.0”, chiaro?

Alla prossima puntata di #naylastories & Co.

Baci.

#NaylaC

WISH LIST : MOSCHINO BEAR , JEREMY SCOTT’S PERFUME

Un simpatico orsetto con una t shirt bianca con la scritta “This is not a Moschino toy” il burlone di Jeremy colpisce ancora con la sua prima fragranza firmata Moschino.

Tutto ciò che tocca si trasforma in oro e-commerce, dai suoi pezzi iconici ispirati a fast food Mc Donald (chissà che accordi avranno preso , e se mai li hanno presi…) , al mondo “( R )osato”  dI Barbie indossato da IT GIRL , blogger, fashionistas ,  e desiderato da quasi tutti fashion editor del globo , bla bla bla…con la cover che è un chiaro messaggio, a mio avviso, guardati allo specchio prima di uscire di casa! La collezione che ci farà diventare tutte delle Barbie svampitelleplatinateconiltruccosempreperfettoeilsorrisosempresmagliante (ma anche NO GRAZIE!!!).

Un orsetto, cioè , una bottiglia di fragranza in un orsetto.Ma per mettermi il profumo che dovrei fare? Svitare la testa del mal capitato bear per avere 100% dI fragranza Moschino! Inutile dirvi che è già sold out ,vero? Comunque se siete delle appassionate “svitate” che lo volete a tutti i costi , Harrods esaudirà il vostro insano desiderio di decapitare orsetto.

Moschino bear perfume Moschino bear perfume Isabeli Fontana

Moschino bear perfume

Vogue Pills Fashion by Nayla C