SCRIVERE PER UNA TESTATA

Scrivere per una testata. Non è cosa semplice.Non è cosa facile.  Questo è l’inizio. Forse sono solo le paure iniziali ( a testa calda) che mi fanno dire e pensare queste cose. E’ un po’ come entrare in casa altrui, per la prima volta. Casa nostra (vedi blog) la conosciamo perfettamente, sappiamo come accomodarci, come porci quando ci sono ospiti (vedi followers) nuovi e frequenti, sappiamo e conosciamo il posizionamento di ciò che ci serve (vedi layout , impostazione etc…) perchè in fondo siamo NOI che li abbiamo messi li per un determinato motivo/funzione. Entri (= fai parte della redazione) , hai delle aspettative che ti crei basandoci su coloro che ti hanno “invitata” (selezionata). Un mondo nuovo, e come tutte le cose nuove, un po’ di ansia/paura (spauracchio per dirla tutta) ti viene. Normale, no? Però, questo fa parte del “fare il salto di qualità”, di cui vi ho parlato quidel mettersi alla prova.

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FASHION FILM FESTIVAL MILANO

Questo è proprio il caso di dire “quando la moda incontra il cinema” si perchè con l’edizione del fashion film festival di Milano sono stata circondata da moda e creatività.

Molto spesso mi capita di vedere un accessorio oppure un capo e chiedermi ” chissà  da quale ispirazione è stato attratto il designer?” è interessante sapere il perchè nasce una collezione in una determinata cromia, con determinati tagli e con determinate forme.

Cosa che succede puntualmente, quando le luci si abbassano, incombe il silenzio, e i designer espongono le loro tendenze per le successive stagioni, facendo sfilare le loro modelle con le loro creazioni durante le sfilate.

E’ una delle prime domande che i giornalisti fanno agli stilisti dopo tutto (e non a caso!).

Capire e non soltanto guardare. Questo per me è un punto forte su cui soffermarmi perchè tutti sono capaci di stare in prima fila (e oltre) , farsi il selfie, e dire “sono stata alla sfilata di tizio durante la fashion week” (con tanto di condivisione sui social) ma poi, se andiamo in profondità , senza essere superficiali, alla domanda “cosa ti è rimasto della sfilata? , cosa ti ha colpito? , cos’hai percepito? Non sono sicura che la percentuale di risposta sia degna del posto “guadagnato”.

Il canto 26mo dell’inferno è un vero inno all’ “importanza della conoscenza“ che Dante cita e riassume in questa frase :

Fatti non foste a viver come bruti, ma per seguir virtute e conoscenza

– Dante

Va bè.Al di là di Dante e le sue riflessioni il fashion film festival è stato un modo per condividere diversi punti di vista , codici estetici, narrativi e stilistici e capire in primis le diverse visioni dei designer/brand.

Sono stati proiettati ben 72 fashion film, italiani e internazionali, la metà dei quali erano “OFF CONTEST” infatti i grandi nomi del mondo della moda (Prada, Armani,Valentino,Rodarte,Gucci, Salvatore Ferragamo,Etro e molti altri)  hanno partecipato non per gareggiare ma con l’intento di aiutare a promuovere i talenti emergenti.

Siamo in un mondo dove l’immagine digitale è sempre più importante e presente, i fashion film sono uno specchio dei nostri tempi dopo tutto ,no?

La giuria composta da

FRANCA SOZZANI Editor in chief  Vogue Italia

JANE REEVE – CEO Italian Fashion Council

CLAUDIA DONALDSON – Editor in chief Nowness

TIM BLANKS – Editor Style.com

LUCA GUADAGNINO – International film director

hanno decretato i nove vincitori delle nove categorie presenti (li potete trovare qui con i loro video) premiandoli con i capolavori disegnati dal maestro italiano Barnaba Fornasetti.

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