DALLA PUBBLICITÀ DEL BUONDÌ AL POTERE DELLA PUBBLICITÀ

Mentre il mondo si preoccupa per gli attacchi nucleari della Corea del Nord, in America gli uragani devastano intere regioni e Ryanair cambia all’improvviso le regole per trasportare il bagaglio a mano, noi in Italia ci indigniamo per la pubblicità del Buondì. Uno spot politicamente scorretto? Sicuramente efficace.

Qual è il potere della pubblicità? Persuasione, coinvolgimento, dibattito. E non importa se quanto viene rappresentato in uno spot è spesso poco veritiero o lontano dalla realtà, ciò che conta è l’impatto sul consumatore. È il caso di dire che con la pubblicità del Buondì, la Motta ha proprio fatto centro. Ops, forse sarebbe stato più opportuno trovare delle altre parole visto che a scatenare la grande polemica degli ultimi giorni è stato proprio l’enorme asteroide che colpisce la mamma miscredente. La sua colpa? Aver negato l’esistenza di una colazione leggera e golosa. Stessa sorte per il papà che, anche lui scettico, subisce la vendetta dal cielo. Insomma, la figlia – più che traumatizzata – pare essere rimasta digiuna.

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SOCIAL NETWORK : FILOSOFI 2.0

Ma che se ne fanno di Platone, Aristotele e Socrate “i filosofi” 2.0?

i filosofi dei social network sono dei caxxuti (scusate il termine) che ne sanno più di noi, hanno letto i grandi classici solo ed esclusivamente con lo scopo di mostrarci il meglio di loro con foto super photoshoppate e filtrate per insegnarci il senso della vita. E questo lo pensano LORO! O glielo facciamo credere noi seguendoli come discepoli smarriti.(?)

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INSTAGRAM STORIES: FINESTRE DI FELICITÀ

Ventiquattro ore. Video, foto, boomerang: frammenti di vita estemporanei. Instagram Stories, funzione che il celebre social network ha copiato al meno fortunato Snapchat, non è altro che un modo per rispondere alla classica domanda Cosa stai facendo?

Perché limitarsi alle parole quando si può raccontare la propria vita attraverso le immagini? E soprattutto perché non dare, anche ai momenti più ordinari, un tocco di colore? Condividere foto e pensieri sui social sembrava un punto d’arrivo, ma Instagram Stories ha cambiato qualcosa. Ventiquattro ore la durata dei contenuti online, piccoli pezzi di vita privata regalati ai propri follower. Banalità? Mai! Se un amico ti telefonasse mentre prendi il sole in spiaggia, probabilmente ti limiteresti a dirgli che ti stai arrostendo sulla sabbia. Ma se posti una storia su Instagram Stories, è tutta un’altra musica. Anche le attività più noiose possono essere vendute come esilaranti momenti di divertimento. Aggiungi un filtro, un paio di hashtag, qualche adesivo fancy, una geolocalizzazione cool e il gioco e fatto.

A volte esistere sui social è più facile che sopravvivere nella giungla della realtà. E le Stories in fondo non sono altro che una finestra dalla quale, in pochi secondi, hai

la possibilità di mostrare all’esterno ciò che vuoi raccontare di te.

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VESTITO BIANCO : GLI ERRORI E GLI ORRORI DI STILE

Avanguardia pura il vestito bianco d’estate?

Forse ,ma il fascino del bianco durante uno dei periodi più caldi dell’anno è irresistibile. Ti vesti di bianco e ti senti già più leggera , fresca e pronta per aspettare /affrontare le vacanze tanto meritate. Il vestito bianco ? Attenzione! Abusare del tessuto puro e immacolato può nascondere degli errori di stile ,o meglio, ORRORI DI STILE.

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MODA: PER TUTTI O DI TUTTI? QUANDO IL FASHION SI FA POP

La moda è per tutti. Vero o falso? Dipende. Farne una questione di tipo economico sarebbe scontato: siamo davvero sicuri che ciò che spesso rende il patinato mondo del fashion distante da quello di noi comuni mortali sia il prezzo di un abito o di un accessorio?

Non è tutta colpa dell’etichetta. Il fashion system ci ha abituati ad abiti fiabeschi e a prezzi proibitivi, inoltre il mondo dell’haute couture è solito rendersi inavvicinabile ponendo una barriera fatta di raso, seta, paillettes e una cospicua fila di zeri. Eppure la moda appare spesso distante dalla realtà anche quando le cifre non sono così esagerate, anzi perfino quando ci si muove nel cosiddetto mass market.

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MODA: IL LESSICO MADE IN FASHION RACCONTA LE PASSERELLE

Se vale il detto “Parla come mangia”, visti gli standard a cui il fashion system ci ha abituato, il mondo della moda dovrebbe tacere. Piccole porzioni per piccole parole, eppure l’universo glam fatto di copertine patinate e scintillanti alfabeti è sempre in prima linea quando c’è da sfornare qualche neologismo dal sapore internazionale.

Se dovessimo elencare ogni singola voce del dizionario della moda, la lista sarebbe infinita. Non solo termini universalmente riconosciuti, bensì anche tante parole nate per definire una nuova tendenza o per rendere accattivante qualcosa che prima non lo era nemmeno lontanamente. Il potere del lessico della moda è dare quel tocco in più, dare luce e voce a ciò che è spento. È un riflettore che decide chi e cosa rendere protagonista.

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DENIM : DRITTE DI STILE PER RENDERLO UNICO

Denim. Un capo che oso chiunque non averlo nel proprio guardaroba. Come le sneakers , la t-shirt bianca e gli occhiali da sole! Ne avevamo già parlato qui con “5 look in denim scelto dalle star”.

Un tessuto che si presta a tantissime occasioni. Uno di quei capi che più li lavi, più li usi più li vivi non ti deluderanno mai. Ci sono tanti modi per renderlo unico e trovo che queste idee di stile siano molto cool e fashion. Possono raccontare storie, o meglio, possono suggerirvi e farvi ricordare situazioni (più o meno imbarazzanti), come ad esempio quella volta che si strapparono proprio dove non dovevano per un movimento poco elegante. Stories…

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INGLESE, INDIGESTIONI VERBALI PER ITALIANI COOL ‘N POSH

Italiani popolo anglofono? Yes, non solo per dovere ma per scelta. L’inglese spopola, a volte (il più delle volte!) a sproposito sulle bocche degli abitanti del Bel Paese specialmente in quei contesti business dove esprimersi con termini stranieri è un must assoluto.

Certa che si sia colta l’ironia, vi sfido a sostituire le tre parole in inglese che ho appena usato con dei sinonimi made in Italy: ‘sì’, ‘professionali’, ‘tendenza’. Perché, a fronte di una lingua ricca come la nostra, si tende a rimpiazzarla con un lessico dal gusto esotico? Perché fa cool. È figo, alla moda. E così, tra le scrivanie dei milanesi imbruttiti senti parlare di business plan, meeting e pause a base di coffee e sushino. La sera, basta qualche attimo per rifarsi il look, scegliere l’outfit e correre a fare un happy hour. Attenzione alle indigestioni di inglese. Bacon, eggs e fonemi anglosassoni possono diventare velenosi.

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INSPIRATION STYLE : CINQUE LOOK IN DENIM SCELTO DALLE STAR

Hai detto denim? La storia di questa tela è lunga (anzi lunghissima) e dietro di essa si celano avventure giovanili, di lotta, di contestazione. La moda, come sappiamo, da sempre ha avuto un ruolo fondamentale nell’esprimere ed amplificare un messaggio.

Il jeans, per la sua resistenza e versatilità, è stato sin da subito amato dai teen agers, per poi trovare consenso nel tempo libero, diventando divisa del casual. Oggi ha tutto un altro significato, perché nei decenni, da quando è apparso sulle passerelle del ready-to-wear e poi su quelle couture, è entrato di diritto nella nostra quotidianità al pari di un pantalone nero.

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